Riorganizzazione del palinsesto di Rai1: il nuovo assetto del Tg1

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Negli ultimi giorni, un acceso dibattito ha animato gli uffici del Tg1 riguardo ad un possibile spostamento di Tg1 Economia, dall’attuale chiusura dell’edizione delle 13:30 al termine di quella delle ore 8. Tale proposta ha scatenato una serie di interrogativi e discussioni tra i giornalisti del notiziario, che hanno portato alla convocazione di un tavolo aziendale per esaminare la situazione. Durante questo incontro, sono state prese decisioni di rilevanza strategica che hanno comportato una ristrutturazione del palinsesto di Rai1, pur mantenendo salda la posizione di riferimento del Tg1 all’interno dell’offerta informativa della rete televisiva nazionale.   Cambiamenti in arrivo Tra le decisioni prese, si annovera l’allungamento dell’edizione delle ore 13:30 del Tg1, con la possibilità di dedicare maggior tempo alle notizie economiche. Inoltre, è stato deciso di anticipare di mezz’ora l’inizio del Tg1 Mattina, programmato per le ore 6 anziché le ore 6:30, e l’introduzione del nuovo supplemento economico del Tg1 alla fine dell’edizione delle ore 8. Queste modifiche verranno sperimentate nei prossimi mesi, con un incontro a fine maggio per analizzare i risultati.   Obiettivo: rinforzare l’offerta informativa L’obiettivo di tali cambiamenti è quello di potenziare La volta buona e, contemporaneamente, garantire un’offerta informativa completa durante l’edizione delle 13:30 del Tg1. L’anticipo del Tg1 Mattina consentirà anche una migliore sincronizzazione con la Prima pagina del Tg5, precedentemente trasmessa in contemporanea su Rai1. Con la riorganizzazione, la sezione economica del Tg1 otterrà una nuova collocazione e una presentazione rinnovata, posizionandosi alla fine dell’edizione delle ore 8 del telegiornale.   Il comunicato dell’assemblea “L’assemblea del Tg1 in merito alla sperimentazione riguardante un riassetto degli spazi informativi del telegiornale, nell’ambito di una riorganizzazione della rete, approva con ampia maggioranza la proposta emersa in sede di tavolo aziendale di prolungare l’edizione delle 13:30 di diversi minuti, con l’impegno che in questo spazio sia rafforzata l’informazione economica. Accoglie con favore l’anticipo del Tg1 mattina dalle 6:30 alle 6, auspicandone l’immediato avvio accetta la proposta di sperimentare la nuova collocazione della rubrica economia a conclusione del telegiornale delle ore 8. Alla fine del periodo di sperimentazione (31 maggio) si attende un nuovo incontro per verificare i risultati emersi”.

Il Tempo cambia direttore: arriva Tommaso Cerno

La prima pagina de Il Tempo.

Davide Vecchi lascia la direzione de ‘Il Tempo’, alla guida arriva Tommaso Cerno. Nell’editoriale di addio del direttore Davide Vecchi, pubblicato oggi sul giornale, si legge: Questo è l’ultimo numero de Il Tempo che firmo come direttore responsabile. Dopo due anni esatti lascio Piazza Colonna. Ventiquattro mesi in cui molto è stato fatto. Questo giornale è una comunità, con valori e principi saldi nella tradizione e nella storia del nostro Paese, della nostra Patria. Siamo semplicemente fedeli a determinati principi per noi insindacabili. Per dire, la vicenda manganelli. È sbagliato alzarli contro studenti minorenni ma è ben più grave che studenti minorenni si permettano di sfidare le forze dell’ordine e i confini stabiliti dalle regole del vivere civile rappresentati da quelle forze dell’ordine. Siamo sempre a Valle Giulia vista da Pasolini. In questi due anni mi hanno bollato in ogni modo. Senza sapere fossero tutti complimenti. Perché ho condiviso le politiche del governo Meloni e ho sempre usato il buon senso. Quando ho difeso Andrea Giambruno, convinto (e lo sono ancora) che nulla abbia fatto di male da meritarsi tanta acredine e accanimento mediatico: c’è ben altro di cui occuparsi. Quando ho preso le parti del ministro Francesco Lollobrigida, scendere da un treno per rispettare gli impegni istituzionali con una comunità (quella di Caivano) per decenni dimenticata e abbandonata dallo Stato è un dovere, non un demerito. O quando ho condiviso le scelte di Matteo Salvini, per ultima quella di fare visita a Denis Verdini: comportamenti da uomo che rispetta le persone. Ma capisco che molti siano abituati ormai a politici banderuola, che agiscono e scelgono di apparire solo come/quando/dove fa comodo per avere applausi. Io invece credo fortemente nella coerenza e nel rispetto delle proprie idee. A prescindere dal consenso che queste portano. E solo chi è mosso da principi concreti riesce a essere tenace nel perseguirli contro tutto e tutti. Chi arriverà dopo di me troverà un gruppo di giornalisti affiatato, capace di lavorare in squadra. Un gruppo di giornalisti che rappresenta oggi la storia e l’anima de Il Tempo. E che sono certo saprà aiutare e sostenere il nuovo corso del nuovo direttore, Tommaso Cerno, un collega con lunga esperienza anche politica e che saprà sicuramente trovare gli strumenti per proseguire a proiettare nel futuro questo giornale rispettandone principi e valori fondanti. A voi lettori de Il Tempo grazie.   In foto, Palazzo Wedekind, sede del quotidiano a Roma.

Roberto Napoletano assolto dalle accuse di aggiotaggio

Roberto Napoletano assolto dalle accuse

Roberto Napoletano, l’ex direttore del Sole 24 Ore ora alla guida del Quotidiano del Sud, è stato assolto in via definitiva dalle accuse di aggiotaggio e false comunicazioni sociali nell’inchiesta sui conti del gruppo editoriale nel periodo in cui era ai vertici. La sentenza, passata in giudicato dopo che alla scadenza dei termini non è stato presentato alcun ricorso, chiude così una vicenda giudiziaria lunga quasi 7 anni. La procura generale di Milano e la parte civile Consob hanno scelto in modo anomalo di non impugnare la decisione. Il giornalista, difeso dagli avvocati Guido Alleva ed Edda Gandossi, ha sempre sostenuto la propria innocenza, ribadendo di aver svolto il proprio ruolo di direttore editoriale del Sole 24 Ore in modo appassionato e rigoroso, contribuendo a salvare il giornale da una crisi imminente. Secondo le motivazioni della corte d’Appello di Milano, Napoletano era estraneo alla complessa gestione aziendale e non avrebbe potuto influenzare i dati finanziari come accusato. La presunta manipolazione delle informazioni sulle vendite e sulla diffusione del Sole 24 Ore tra il 2014 e il 2016 è stata respinta come inconsistente, e l’accusa di veicolare un messaggio positivo per influenzare il prezzo degli spazi pubblicitari è stata rigettata con forza. Questa sentenza rappresenta un importante punto di svolta per Napoletano, che ha sempre mantenuto la sua integrità professionale e la sua innocenza nonostante le accuse a lungo sostenute contro di lui.