De Benedetti: solidarietà giornalisti Domani nell’inchiesta Perugia

Carlo De Benedetti, il fondatore del quotidiano Domani, ha deciso di intervenire sull’inchiesta condotta a Perugia, la quale ha coinvolto alcuni giornalisti del giornale diretto da Emiliano Fittipaldi. “Desidero manifestare la mia solidarietà nei confronti di coloro che sono stati coinvolti, sicuro che saranno in grado di chiarire appieno la loro condotta professionale“, ha affermato De Benedetti, riferendosi a Giovanni Tizian, Stefano Vergine e Nello Trocchia, citati in un esposto presentato dal ministro Crosetto. “Confido che la magistratura saprà distinguere con precisione eventuali responsabilità in questa vicenda”, ha aggiunto De Benedetti. “Tuttavia, desidero sottolineare ancora una volta l’importanza di difendere il diritto fondamentale alla libertà di stampa, inteso sia come il diritto di informare e essere informati, sia, con riferimento al mio ruolo di editore, come un dovere morale di non interferire in alcun modo nel lavoro dei giornalisti, come dimostra la mia storia nei giornali del gruppo Gedi e, oggi, nell’editoriale Domani”.

In testa alla classifica: il duello dei top manager italiani

Top manager

Nel mese di febbraio, il vertice della classifica Top Manager Reputation, l’osservatorio permanente di Reputation Manager sull’analisi della reputazione online delle figure apicali delle principali aziende in Italia, è stato caratterizzato da un avvincente testa a testa tra due banchieri, ognuno con un profilo distintivo. Al primo posto troviamo Carlo Messina (82.77), Amministratore Delegato di Intesa Sanpaolo, il quale ha segnato utili record nel 2023 e si è distinto per il suo sostegno alle imprese, come dimostrato dagli 8 miliardi erogati al settore turistico in tre anni. A pochi punti di distanza, al secondo posto, si colloca Andrea Orcel (80.55), appena riconfermato CEO di Unicredit, il quale nel 2023 ha portato la banca a generare 8,6 miliardi di utile con un incremento del 50%. Orcel è stato inoltre citato per le sue iniziative a sostegno dei dipendenti e dei giovani. Aggrappato al terzo gradino del podio troviamo Giorgio Armani (78.69), il quale ha attirato l’attenzione “sfilando” a Sanremo vestendo molti dei protagonisti del Festival. Alla quarta posizione si piazza l’AD di Eni Claudio Descalzi (78.52), che sta investendo per la decarbonizzazione in Inghilterra, Corea, Kazakistan e Indonesia. Stabile al quinto posto troviamo l’AD di A2A Renato Mazzoncini (75.23), seguito al sesto da Luigi Ferraris di FS (75.09), che guadagna una posizione. Pier Silvio Berlusconi (74.84) avanza di una posizione, mentre Brunello Cucinelli (74.58) ne perde quattro scendendo all’ottavo posto. Stabile al nono troviamo Matteo Del Fante (72.29), mentre sale di due posizioni al decimo Renzo Rosso (71.23), che è apparso nella lista “Ooom 100: The World’s Most Inspiring People”.

Rai Pubblicità presenta le opportunità primaverili

Rai Pubblicità

Dopo il successo ottenuto al Festival di Sanremo, Rai Pubblicità svela la sua strategia commerciale per la primavera, offrendo agli inserzionisti una vasta gamma di opportunità di visibilità su più piattaforme durante il periodo aprile-maggio 2024. La concessionaria ha reso disponibile la politica commerciale per i mesi primaverili, che si basa sull’ampia offerta editoriale targata Rai, coprendo il periodo dal 31 marzo al 1° giugno. Questo bimestre sarà caratterizzato da due tariffe di base, comprendenti sconti stagionali legati alle festività di aprile e all’ultima settimana di giugno. Con l’obiettivo di recuperare il 2% di ascolti rispetto al 2023 grazie ad una platea consolidata e ad una programmazione serale ricca di contenuti, la concessionaria mantiene la continuità rispetto al primo trimestre, proponendo una variazione del 3,5% nel costo per grp a prodotto omogeneo. Inoltre, la politica commerciale include offerte speciali che verranno presentate nelle prossime settimane, tra cui la “Domination Big Screen” di “Viva Rai2!”, la 107ª edizione del Giro d’Italia e l’Eurovision Song Contest.    

Camille Cros: nuova direttrice comunicazioni di Renault

Renault logo

Dal 1° marzo 2024, Camille Cros assume la direzione della comunicazione del brand Renault. La manager mantiene anche il ruolo di direttrice della Content Factory del Gruppo Renault, funzione che occupa dal suo arrivo nel 2022. Con una carriera iniziata nel 2005 presso l’agenzia di comunicazione Havas Paris, Camille Cros ha ricoperto diverse posizioni strategiche e commerciali, acquisendo una vasta esperienza nel settore. Nel 2012 ha co-fondato l’agenzia indipendente di consulenza per la comunicazione Babel, distinguendosi per il suo impegno e contributo alla governance e allo sviluppo della società per un decennio in qualità di socia-fondatrice. Durante questo periodo, ha offerto consulenza ai clienti dell’agenzia su una vasta gamma di questioni legate alla trasformazione aziendale, strategie di marca, branding e comunicazione. Il suo ingresso nel Gruppo Renault nel 2022, presso la direzione comunicazione, come direttrice della Content Factory, ha segnato un’ulteriore tappa significativa nella sua carriera. Grazie alla sua competenza e alla sua visione innovativa, Camille Cros continuerà a portare avanti la strategia di comunicazione del marchio Renault, consolidando la sua presenza nel settore automobilistico con idee fresche e strategie di comunicazione efficaci.

Costante, FNSI: cercare la verità senza coinvolgersi nei reati altrui

Alessandra Costante FNSI

Nel mezzo di un’inchiesta condotta dalla procura di Perugia, tre giornalisti del quotidiano Domani si trovano sotto i riflettori della giustizia. L’accusa? Accesso abusivo e divulgazione di segreti. Tuttavia, la segretaria generale della Fnsi, Alessandra Costante, solleva un punto cruciale: i giornalisti non commettono reati nel pubblicare notizie, anche se queste sono frutto di attività criminali altrui. Il loro compito primario è quello di cercare e verificare i fatti, pubblicando solo notizie autentiche. Costante difende il principio del segreto professionale come fondamentale per la protezione delle fonti giornalistiche. L’inchiesta non dovrebbe compromettere la libertà di stampa né minare la fiducia pubblica nelle istituzioni. I tre giornalisti indagati – Giovanni Tizian, Nello Trocchia e Stefano Vergine – sono accusati di aver svolto il loro lavoro diligentemente, raccogliendo informazioni di interesse pubblico e divulgendole in modo trasparente. Il direttore del Domani, Emiliano Fittipaldi, denuncia un attacco alla libertà di stampa, evidenziando che le indagini sono state avviate dopo un esposto del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in risposta a articoli critici sul suo operato. L’inchiesta verte sull’accesso abusivo a dati sensibili relativi alle segnalazioni di operazioni sospette. Mentre diversi individui sono sotto inchiesta, inclusi membri delle forze dell’ordine, i giornalisti sono ora al centro di un dibattito sull’importanza della libertà di stampa e della tutela delle fonti giornalistiche. L’Associazione Stampa Romana e l’Usigrai manifestano solidarietà ai colleghi del Domani, sottolineando che ciò che viene contestato non è la veridicità delle informazioni pubblicate, bensì il modo etico con cui sono state ottenute. L’episodio solleva interrogativi critici sulla situazione della libertà di stampa in Italia e sull’uso della giustizia per limitare il lavoro giornalistico d’inchiesta.  

Meta sospende Facebook News negli Stati Uniti e in Australia

Meta chiude Facebook News

A partire dal 2024, Facebook ha annunciato la decisione di eliminare Facebook News, la sezione dedicata alle notizie nella sezione dei segnalibri su Facebook, negli Stati Uniti e in Australia. Questa decisione – che segue l’annuncio fatto a settembre 2023 riguardante la rimozione di Facebook News dal Regno Unito, dalla Francia e dalla Germania l’anno scorso – è parte di un impegno continuo per allineare meglio gli investimenti ai prodotti e servizi che le persone apprezzano di più. “Come azienda, dobbiamo concentrare il nostro tempo e le nostre risorse su ciò che le persone ci dicono di voler vedere di più sulla piattaforma, incluso il video di breve durata. Il numero di persone che utilizzano Facebook News in Australia e negli Stati Uniti è diminuito di oltre l’80% lo scorso anno. Sappiamo che le persone non vengono su Facebook per le notizie e i contenuti politici, ma per connettersi con altre persone e scoprire nuove opportunità, passioni e interessi. Come abbiamo già condiviso nel 2023, le notizie rappresentano meno del 3% di ciò che le persone vedono nel loro feed di Facebook in tutto il mondo e sono una piccola parte dell’esperienza di Facebook per la grande maggioranza delle persone”. Le modifiche che interessano la funzione Facebook News non avranno altrimenti impatti sui prodotti e servizi di Meta in questi paesi. Le persone potranno comunque visualizzare i link agli articoli di notizie su Facebook. I giornalisti continueranno ad avere accesso ai loro account e alle loro pagine su Facebook, dove potranno pubblicare link alle loro storie e indirizzare le persone ai loro siti web, allo stesso modo di qualsiasi altra persona o organizzazione. Le organizzazioni di notizie possono ancora sfruttare prodotti come Reels e il nostro sistema pubblicitario per raggiungere un pubblico più ampio e indirizzare le persone ai loro siti web, dove mantengono il 100% del ricavo derivato dai link esterni su Facebook. Nonostante l’eliminazione di Facebook News in questi paesi, questo annuncio non influisce sui termini dei nostri accordi esistenti con i publisher di Facebook News in Australia, Francia e Germania. Questi accordi sono già scaduti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Inoltre, per garantire che continuiamo a investire in prodotti e servizi che favoriscono l’engagement degli utenti, non entreremo in nuovi accordi commerciali per contenuti di notizie tradizionali in questi paesi e non offriremo nuovi prodotti Facebook specificamente per i publisher di notizie in futuro. Tutto ciò non influisce sul nostro impegno a connettere le persone a informazioni affidabili sulle nostre piattaforme. Collaboriamo con verificatori di terze parti – certificati da enti di accreditamento come il non partigiano International Fact-Checking Network – che revisionano e valutano le disinformazioni virali sulle nostre app. Abbiamo costruito la più grande rete globale di fact-checking di qualsiasi piattaforma collaborando con più di 90 organizzazioni indipendenti di fact-checking in tutto il mondo che revisionano contenuti in più di 60 lingue. Abbiamo contribuito con oltre 150 milioni di dollari a programmi che supportano i nostri sforzi di fact-checking dal 2016 per combattere la diffusione di disinformazione e continueremo ad investire in questo settore.