New York Times: Horowitz a Madrid, Motoko Rich guida Roma

Dopo sette anni come corrispondente a Roma, il giornalista Jason Horowitz lascia l’Italia per assumere il ruolo di capo dell’ufficio di Madrid per il New York Times. A succedergli nella capitale italiana sarà Motoko Rich, attuale capo dell’ufficio di Tokyo, con alle spalle una carriera di oltre vent’anni nel prestigioso quotidiano statunitense. Il cambio di sede, annunciato dal NYT attraverso una nota ufficiale, segna un avvicendamento significativo per la copertura internazionale dell’Europa e, in particolare, dell’Italia. Horowitz, noto per la sua abilità nel raccontare storie con profondità e umanità, ha lasciato un segno importante con reportage che spaziano dalla politica ai costumi, dalla cultura alle sfide sociali del Paese. Celebri i suoi articoli su Silvio Berlusconi, Papa Francesco e su personalità contemporanee come Giorgia Meloni, di cui ha svelato le ispirazioni letterarie tratte da Il Signore degli Anelli. Durante la pandemia, la sua copertura dell’emergenza Covid ha contribuito a rendere il New York Times finalista al Premio Pulitzer nel 2021. Motoko Rich, 54 anni, è una giornalista affermata e rispettata, con un passato al Financial Times e al Wall Street Journal. Da capo dell’ufficio di Tokyo dal 2016, ha offerto una copertura variegata e innovativa su eventi cruciali come l’abdicazione dell’imperatore del Giappone, le Olimpiadi di Tokyo e Pyeongchang, e i vertici USA-Corea del Nord a Singapore e Hanoi. I suoi reportage sono stati spesso premiati, inclusa la menzione per il Bob Considine Award nel 2017 grazie alla copertura del programma nucleare della Corea del Nord. Andy Parsons, editor del desk Asia, ha dichiarato: “Motoko è una delle nostre corrispondenti più rispettate. Con il suo impegno e la sua perspicacia, la copertura dell’Italia è in ottime mani”. Motoko Rich porta a Roma una lunga esperienza maturata in contesti globali, spaziando tra temi economici, culturali e politici. Cresciuta tra New Jersey, Tokyo e la California, ha dimostrato nel corso della sua carriera un approccio rigoroso e creativo al giornalismo. (In foto, Motoko Rich)
Tweet contro la destra: RSI licenzia Paola Nurnberg

La giornalista Paola Nurnberg, collaboratrice della Radiotelevisione Svizzera (RSI), è stata licenziata dopo la pubblicazione di un tweet sul suo profilo X il 24 settembre 2024. Secondo quanto riportato da Ticino Online, il contenuto del post, critico nei confronti della destra, sarebbe stato la causa ufficiale dell’allontanamento. Nel tweet incriminato, Nurnberg ha scritto: “Il pensiero della destra (non solo in Italia) attecchisce perché non è elaborato. È semplice, è di pancia, fa credere alla gente di essere nel giusto e di non avere pregiudizi. Concima, insomma, l’ignoranza. Sta alle singole persone scegliere se evolvere, emanciparsi, oppure no”. Parole che hanno suscitato polemiche e che, secondo l’emittente, avrebbero violato le linee guida aziendali che regolano la condotta sui social network dei dipendenti. La RSI, tuttavia, non ha fornito dettagli, limitandosi a dichiarare: “Esistono linee guida interne che devono essere rispettate da tutti i dipendenti della SRG SSR”. La vicenda è stata fortemente criticata dal sindacato Unia, che parla di licenziamento sproporzionato e annuncia una vertenza legale per licenziamento abusivo. Matteo Poretti, sindacalista di Unia, ha dichiarato: “Nemmeno un richiamo. Ha sbagliato? Certo, non doveva scriverlo. Ma da qui a licenziarla. A questo punto bisognerebbe licenziare metà del personale della RSI”. Poretti, con vent’anni di esperienza sindacale, ha definito il provvedimento senza precedenti: “Una cosa del genere non mi era mai capitata”. Il sindacato ha promesso battaglia legale e non esclude altre azioni di denuncia contro l’azienda. Oltre al tweet, emerge una seconda ipotesi avanzata dallo stesso sindacato: il licenziamento potrebbe essere legato alla denuncia di molestie presentata da Paola Nurnberg nel 2020. La giornalista, infatti, aveva segnalato episodi di molestie all’interno della RSI, accuse che furono accertate, ma seguite da un chiaro isolamento professionale. Nurnberg venne infatti spostata dalla televisione alla radio, perdendo visibilità come volto noto dell’emittente. Secondo Poretti, questo contesto getta un’ombra sulla reale motivazione del licenziamento: “È possibile che ci siano stati attriti venutisi a creare dopo la conferma che Paola è stata vittima di molestie”. Paola Nurnberg ha ammesso di aver sbagliato modi e tempi nell’esprimere quel concetto sui social, ma ha sottolineato di non aver avuto modo di rimediare: “Le direttive erano chiare e io ho scelto certamente il modo e il tempo sbagliati per esprimere quel concetto, ma non mi è stata data la possibilità di riparare. Dopo la mail in cui mi si convocava a causa di questo post ho risposto immediatamente chiedendo cosa potessi fare. Non mi è stato più detto nulla”. Sul possibile legame tra la denuncia di molestie e il licenziamento, la giornalista ha detto chiaramente: “Se ne discuterà nelle sedi opportune. Certo è che dopo la denuncia, smisi di essere un volto della televisione per diventare una voce. Mi spostarono, semplicemente”. (in foto, Paola Nurnberg mentre conduce il tg RSI)
“La forza del destino”: 1,6 milioni di spettatori e 12 minuti di applausi alla Scala
L’inaugurazione della stagione 2024 del Teatro alla Scala ha avuto luogo il 7 dicembre con l’opera verdiana “La forza del destino”, diretta dal maestro Riccardo Chailly, al suo nono appuntamento con il repertorio di Giuseppe Verdi. La serata, segnata dall’assenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Premier Giorgia Meloni, è stata comunque un successo, con 12 minuti di applausi al termine della rappresentazione, nonostante qualche contestazione nei confronti della soprano Anna Netrebko, criticata per la sua nazionalità russa. La regia dell’opera è stata firmata da Leo Muscato, con scene curate da Federica Parolini, costumi di Silvia Aymonino e luci di Alessandro Verazzi. L’evento è stato trasmesso in diretta su Rai 1 dalle 17.45, con la conduzione dal foyer affidata a Milly Carlucci, Bruno Vespa e Serena Scorzoni. La diretta si è conclusa alle 21.53, totalizzando un ascolto medio di 1.603.000 spettatori, pari al 10,2% di share. I numeri della Prima della Scala confermano un trend positivo, migliorando rispetto al 2023 quando il “Don Carlo” aveva registrato 1.411.000 spettatori (8,4% di share). Anche il “Boris Godunov” del 2022 si era fermato a 1.495.000 spettatori con uno share del 9,13%. Tuttavia, i dati non raggiungono i picchi storici: nel 2021 il “Macbeth” aveva ottenuto 2,064 milioni di spettatori (10,5%), mentre la “Tosca” del 2018 detiene il record recente con 2,856 milioni e un 15% di share. Nonostante le polemiche e l’assenza di alcune figure istituzionali, la serata è stata un successo artistico, confermando l’importanza della Prima della Scala nel panorama culturale italiano e internazionale.