Philadelphia Inquirer chiude il Community and Engagement Desk. Metà dei licenziati sono persone di colore

The Philadelphia Inquirer

Il Philadelphia Inquirer ha recentemente annunciato la chiusura del suo Community and Engagement Desk, una redazione istituita nel 2020 con l’obiettivo di migliorare la copertura delle comunità emarginate della città. Questa mossa fa parte di una serie di licenziamenti che hanno coinvolto otto membri dello staff editoriale, quattro dei quali persone di colore. ​

Il Community and Engagement Desk è stato istituito nel 2020 con l’obiettivo di rafforzare la copertura giornalistica delle comunità tradizionalmente poco rappresentate dal Philadelphia Inquirer. Nato all’interno di un più ampio impegno verso la diversità e l’inclusione, il desk operava in modo autonomo rispetto alla redazione centrale, focalizzandosi su temi e storie riguardanti cittadini afroamericani, ispanici, LGBTQ+ e persone con disabilità. Il progetto intendeva colmare lacune storiche nella rappresentazione mediatica di questi gruppi.

La composizione demografica di Philadelphia include circa il 40% di persone afroamericane e il 16% di origine ispanica. In questo contesto, l’iniziativa mirava a offrire una copertura più completa e sensibile delle istanze provenienti da segmenti sociali spesso trascurati.

L’editrice e CEO Lisa Hughes ha informato lo staff della decisione tramite una nota inviata venerdì 21 marzo 2025, nella quale ha spiegato che l’azienda aveva identificato, già a gennaio, dieci posizioni da eliminare, di cui otto nella redazione. Tuttavia, non ha menzionato specificamente il Community and Engagement Desk. ​

La chiusura del desk ha alimentato dubbi sull’effettivo impegno del Philadelphia Inquirer nei confronti delle politiche di diversità, equità e inclusione (DEI). Il sindacato NewsGuild of Greater Philadelphia ha parlato di una “perdita di fiducia” nella dirigenza, ricordando che il provvedimento segue un precedente taglio al personale avvenuto nel maggio 2023.

Il Community and Engagement Desk era stato istituito nel contesto delle proteste legate al movimento Black Lives Matter e rappresentava una delle risposte del giornale alle richieste di una copertura più ampia e inclusiva. La sua soppressione avviene mentre, a livello nazionale, diverse organizzazioni giornalistiche stanno rivedendo le proprie strategie e strutture legate ai programmi DEI. La notizia ha attirato l’attenzione di osservatori del settore, in un momento in cui molte redazioni stanno modificando o riconsiderando il proprio approccio alla copertura delle comunità sottorappresentate.

(Photo: William Thomas Cain/Getty Images)